700 113. Era solito colpire gli occhi non casti con
questa parabola.
Un re potentissimo inviò, in tempi successivi, due
nunzi alla regina. Ritorna il primo e riferisce semplicemente
la risposta al suo messaggio. Ritorna l'altro, e dopo aver
riferito in breve la risposta, tesse una lunga storia della
bellezza della sovrana. «A dir vero, Signore, ho proprio
visto una donna bellissima. Felice chi può goderne!».
«Servo malvagio, - lo investe il re - hai fissato i
tuoi occhi impudichi sulla mia sposa? E’ chiaro che
tu avresti voluto far tuo un oggetto che hai esaminato così
attentamente!».
Fa richiamare il primo e gli chiede: «Che ti sembra
della regina?». «Molto bene di certo, - risponde
il messo - perché ha ascoltato in silenzio ed ha risposto
con saggezza». «E non ti sembra bella?».
«Guardare a questo tocca a te. Mio compito era di riferire
le parole».
Il re pronuncia allora la sentenza: «Tu casto di occhi,
più casto di corpo, rimani nel mio appartamento. Costui
invece, fuori di casa, perché non violi il mio talamo!».
Ripeteva poi il Padre: «Quando si è troppo sicuri
di sé, si è meno prudenti di fronte al nemico.
Se il diavolo può far suo un capello in un uomo, ben
presto lo fa diventare una trave. E non desiste anche se per
lungo tempo non è riuscito a far crollare chi ha tentato,
purché alla fine gli si arrenda. Questo è il
suo intento, e non si occupa di altro giorno e notte».